Il ruolo dell’Ufficiale dello Stato Civile

Chi celebra dovrebbe sentirsi pronto e motivato. Se la situazione risulta troppo delicata o emotivamente difficile, è consigliabile affidare il compito a un collega disponibile e sereno.
Prima della cerimonia, è importante parlare con il personale medico per capire:

  • le condizioni cliniche,
  • il livello di consapevolezza del paziente,
  • le necessità pratiche (ossigeno, posizionamento, durata massima del rito).

Un breve scambio con gli sposi, se possibile, può creare un clima più umano e partecipato, anche solo chiedendo “da quanto tempo vi amate?”.
Durante la lettura dell’atto, si può leggere con discrezione i riferimenti al pericolo di vita, soprattutto se la persona non è del tutto consapevole della propria condizione.

Al termine, un piccolo dono simbolico dell’Amministrazione – anche solo una pergamena o una rosa – può rendere tutto più personale e sentito.

Cosa possono fare gli Enti Locali

Nel 2024, nel Comune di Reggio Emilia, su oltre 300 matrimoni solo 4 sono stati celebrati in imminente pericolo di vita.
Un numero basso, che segnala un problema di conoscenza.

I Comuni possono contribuire molto:

  • pubblicando informazioni sui loro siti istituzionali;
  • formando il personale interno (soprattutto nei piccoli Comuni);
  • individuando preventivamente funzionari disponibili a celebrare in tempi rapidi e con consapevolezza e sensibilità;
  • diffondendo le informazioni anche verso altri Enti o Comuni più piccoli.

Cosa possiamo fare come cittadini e comunità

La verità è che si parla troppo poco di morte.
Eppure è l’unica cosa che ci accomuna tutti. Pensare al matrimonio in fin di vita ci mette a disagio, come se parlare di tutela o successione togliesse poesia all’amore. Ma non è così: sapere che si è potuto dire “sì”, legalmente e simbolicamente, può portare pace a chi se ne va e conforto a chi resta.

Per questo:

  • bisogna fare cultura, portando queste informazioni nei media locali, nei siti pubblici, nelle campagne sociali;
  • è utile parlarne nelle associazioni, nei centri sanitari, tra i volontari, perché siano loro – spesso vicini alle persone malate – a offrire una prima orientazione;
  • è necessario riflettere insieme sul significato profondo di questo gesto, che protegge, riconosce, celebra.

Se conosci qualcuno che sta vivendo un momento difficile e vorrebbe sposarsi, aiutalo a sapere che è possibile. Basta poco. Ma può cambiare tutto.

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L’obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone con malattie inguaribili e offrire supporto a chi li affianca e se ne prende cura, soprattutto nelle fasi avanzate e nel fine vita.

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