Martedì 21 aprile 2026, il progetto InVita – Percorsi e azioni per la creazione di Compassionate Community è stato protagonista a Milano, nell’ambito di una formazione promossa dal Centro Studi e Formazione della Fondazione VIDAS, rivolta a professionisti socio-sanitari e giornalisti.

L’incontro, dal titolo “Dalla solitudine metropolitana a una città che cura. Cosa sono le comunità compassionevoli e perché investire in un nuovo modello sociale altruista e solidale”, ha offerto uno spazio di riflessione e confronto su come le città possano attivarsi per rispondere in modo condiviso alle sfide poste dalla fragilità, dalla cronicità e dalla solitudine.

All’interno del programma formativo, Silvia Bertolotti, coordinatrice del progetto InVita, è intervenuta con una relazione dal titolo “Una città compassionevole sulle colline emiliane”, portando l’esperienza maturata nel territorio reggiano come caso concreto di applicazione del modello delle Compassionate Communities.
Nel suo intervento, Bertolotti ha illustrato il percorso avviato da InVita per costruire una comunità di cura, capace di mettere in rete enti pubblici, Terzo Settore, servizi socio-sanitari, cittadini e volontari, valorizzando le risorse già presenti sul territorio e promuovendo una responsabilità collettiva nei confronti della malattia, del fine vita e della solitudine.

La giornata di formazione ha visto anche gli interventi di Nicola Montano, medico internista e presidente della SIMI – Società Italiana di Medicina Interna, che ha tracciato un identikit dei “nuovi anziani” nelle nostre società, e di Marina Sozzi, tanatologa e responsabile dei progetti culturali della Fondazione FARO di Torino, con un focus sulle reti di sostegno in ambito metropolitano.

La tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Dario Ceccarelli (Il Sole 24 Ore), ha favorito un dialogo tra mondi diversi – sanitario, sociale, culturale e informativo – sul potenziale delle comunità compassionevoli come modello possibile e sostenibile di risposta alla fragilità.

La partecipazione di InVita a questo importante appuntamento formativo conferma il valore del progetto come laboratorio territoriale di innovazione sociale, in dialogo con esperienze nazionali e internazionali e capace di intercettare l’interesse di professionisti, istituzioni e media attenti ai temi della cura, della prossimità e della coesione sociale.

 

     

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